Che cos’è la Psicologia Psicocorporea

 

Che cos’è la Psicologia Psicocorporea

Parlando di psicologia… psico corporea

La psicologia psico corporea è un tipo di psicologia che lavora in maniera integrata
su aspetti cognitivi, emozionali e corporei, al fine di favorire un benessere globale
della persona.

Il presupposto di base dell’approccio psico corporeo è che ogni individuo è un’unità
mente-corpo inscindibile; gli stati psicologici riflettono e producono quanto
accade a livello fisico e ciò che si riscontra a livello somatico riflette e determina
gli stati mentali ed emozionali. Nella storia della psicologia, in effetti, non è mai
stato documentato un solo caso clinico in cui potessero essere rilevati disturbi
esclusivamente mentali o esclusivamente corporei: da ciò se ne deduce che è la
persona nella sua unità ad esprimere il malessere e il disagio e non parte di essa.

Una persona ansiosa ad esempio manifesterà al contempo alterazioni su tutti i
diversi piani funzionali: sul piano cognitivo potrà avere dei pensieri negativi e una
costante preoccupazione del futuro; sul piano emotivo potrà manifestare una
difficoltà a lasciarsi andare e quindi un eccesso di controllo sulle reazioni fisiche
ed emotive; sul piano fisiologico una difficoltà a respirare in maniera rilassata e
profonda. La respirazione, caratteristica della persona che presenta un disturbo di
tipo ansioso, in effetti, è piuttosto superficiale e bloccata a livello toracico (la tipica
respirazione associata alla paura) e questo è uno di quegli elementi che contribuisce
in maniera determinante al mantenimento del problema. Attraverso un meccanismo
cosiddetto di retroazione, infatti, le tensioni a livello corporeo (fra le quali in primis
le tensioni del diaframma e cioè del muscolo principale della respirazione) mettono
la persona in uno stato generale di allerta. Le tensioni corporee vengono infatti
tradotte a livello cognitivo sottoforma di pensieri negativi ricorrenti, oppure come
senso di allarme e di preoccupazione continua, oppure ancora come mancanza di
fiducia o senso di inadeguatezza.

Questo semplice esempio ci può essere utile per capire quanto e come mente
e corpo siano intercomunicanti e interdipendenti, tanto che non è neanche
propriamente corretto parlare di queste due entità in maniera separata.

Affinchè la persona possa ritrovare il benessere psicofisico non è sufficiente,

secondo un punto di vista siffatto, cercare semplicemente di eliminare i sintomi
del disagio ( che comunque tenderanno a ripresentarsi o a riaffiorare in forma
differente se non si risolve il problema alla base). Ciò che è necessario fare, invece, è
prima di tutto recuperare un buon contatto con sé stessi, che equivale a riscoprire la
possibilità di sentire ed esprimere pienamente quelle emozioni rimaste più o meno a
lungo trattenute dentro di noi.

Perché è così importante che la persona recuperi un buon contatto con le
proprie emozioni e che ritrovi di nuovo la possibilità di esprimerle pienamente?

Ansi tutto c’è da dire che le emozioni rappresentano la parte più delicata e anche la
più preziosa della nostra personalità, ci dicono chi siamo veramente, ci fanno sentire
vivi e ci indirizzano nelle importanti scelte della vita.

Le emozioni (come la paura, la rabbia, la tristezza, ma anche la gioia) però non
sempre vengono espresse liberamente. I motivi per cui questo accade possono
essere molteplici, ma quando esse vengono negate o trattenute a lungo,
determinano comunque stati di tensione nel corpo. Queste tensioni nell’ottica
psico corporea rappresentano quindi delle fondamentali strategie difensive
attraverso le quali l’individuo si protegge dal sentire e dall’esprimere certe emozioni
percepite come“pericolose” o incongrue rispetto all’immagine che egli ha di sé. Tale
condizione di blocco e di inibizione emozionale se continuata nel tempo può portare
a disturbi psicologici fra cui l’ansia, il panico e la depressione, o a disturbi cosiddetti
psicosomatici (dolori muscolari cronici, cefalee, gastriti, coliti, disturbi respiratori,
etc.).

Un approccio psico corporeo si propone quindi di promuovere l’integrazione
consapevole di mente e corpo, focalizzandosi tanto sugli aspetti psichici che sulle
loro manifestazioni corporee. Attraverso l’utilizzo sinergico di diverse tecniche
sia verbali , che non verbali, scelte accuratamente in relazione alla personalità
e al tipo di disturbo presentato, l’individuo viene guidato verso la realizzazione
di una maggiore comprensione e consapevolezza di sé stesso e dei propri
meccanismi disfunzionali, e facilitato nell’innescare e nel portare a termine il proprio
cambiamento, sempre e comunque nel rispetto dei suoi tempi e delle sue modalità.

Articolo scritto dal dott. Fabio Pratesi, psicologo – Cecina (LI)